Astolfo Sulla Luna – Ψ²

astolfone

https://miacameretta.bandcamp.com/album/astolfo-sulla-luna

http://www.rockit.it/recensione/33010/astolfosullaluna

Indeterminatezza e illusione, caos e ineluttabilità dell’errore, come meccanismi regolatori della vita e, in questo caso, anche come fondamento concettuale del rock, di certo rock. Gli Astolfo Sulla Luna, infatti, applicano alla loro concezione di musica le spietate e imprevedibili dinamiche dell’esistenza (e dell’Universo tutto, aggiungerei) per sonorizzare quel dilaniante stato d’angoscia che da sempre strangola questo nostro pianeta balordo e dal quale difficilmente sarà possibile uscirne indenni.

E per farlo quale strumento migliore di una raffica di sberle soniche, cariche di noise rock urticante e scarnificanti declamazioni in salsa hardcore? Ascoltare le dieci tracce cingolate di “Ψ²” sarà un po’ come lasciarsi stordire da un mix micidiale di Massimo Volume, Black Flag, Slint, The Death Of Anna Karina e CCCP, qua e là decongestionato da estemporanee dissertazioni math e free jazz (“The dry salvages”, “Gödel”, “Ibis Redibis Non Morieris In Bello” su tutte). Ecco, e per fortuna che ci sono queste ultime ad alleggerire provvidenzialmente i (fin troppo) lunghi 40 minuti di questo disco – il terzo per il trio campano – in più frangenti a serio rischio di cortocircuito, vuoi per la ripetitività di schema vuoi per l’assetto volumetricamente prevaricatorio della musica sulla voce, pur acuminata, di Rosalia.

Un lavoro altalenante, dunque, per resa sonora e armamentario lirico, dove accanto a strofe illuminanti (“Il tempo non guarisce nulla” – “The dry salvages“ o “Avere il mondo davanti agli occhi e chiuderli” – “Germi”) ritroviamo ben più familiari grida di abisso e disperata deriva o dove anche talune accorte citazioni cinematografiche (alcune tratte da “La notte” di Michelangelo Antonioni, film anch’esso incentrato sull’assurdità delle leggi che regolano il mondo – “2 A cos(π/2)”), quando incastrate convenzionalmente tra le lamiere contorte del suono, sembrano rimarcare i contorni del déjà-vu.

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